FABER FORMAZIONE | Approfondimenti Scientifici a carattere Divulgativo – Formativo | Oncologia Veterinaria – n. 4
Autore: Dott.ssa Carmit Chalfon | DVM, GPCert (Oncology), Dipl. ECVIM-CA (Oncology), EBVS European Specialist in Small Animal Oncology.
Il carcinoma mammario infiammatorio (IMC) canino è una forma rara e altamente aggressiva di neoplasia mammaria, caratterizzata da un decorso clinico rapidamente fatale.
Rappresenta circa il 7,6% di tutti i tumori mammari diagnosticati nelle femmine di cane.
Sono stati inoltre riportati casi isolati di IMC anche in cani maschi e in gatti.
Colpisce prevalentamente cani anziani (mediana 11 anni), interi, senza predisopiszione di razza.
L’eziologia del IMC rimane sconosciuta, tuttavia sono stati descritti diversi fattori predisponenti, tra cui il più rilevante è rappresentato dagli elevati livelli di progesterone durante il diestro.
Dal punto di vista clinico, è possibile distinguere due forme di IMC:
- IMC primitivo: si manifesta in assenza di pregressi noduli mammari evidenti. È caratterizzato da un’elevata aggressività biologica e da un decorso rapidamente letale.
- IMC secondario: insorge a seguito della brusca trasformazione maligna di un tumore mammario preesistente, presente anche da diversi mesi, oppure come recidiva locale di neoplasie precedentemente asportate (generalmente entro 1–2 mesi dall’intervento). Sebbene il decorso clinico risulti generalmente più lento e lievemente meno aggressivo rispetto alla forma primitiva, anche questa variante ha una prognosi infausta, con esito letale nel giro di pochi mesi.
Dal punto di vista biologico, l’ IMC si presenta come
una neoplasia altamente aggressiva, caratterizzata da un tasso metastatico elevato, con oltre l’80% dei casi che mostrano disseminazione al momento della diagnosi.
Le metastasi interessano principalmente i linfonodi regionali e i polmoni.
Un pattern metastatico peculiare dell’IMC è rappresentato dall’interessamento della vescica e del tratto genitale, una localizzazione non comune negli altri tipi di carcinoma mammario.
La diagnosi è clinica
Il quadro clinico può essere facilmente confuso con condizioni infiammatorie come mastite o dermatite, dalle quali deve essere differenizato (da qui la denominazione “infiammatorio”).
La presentazione tipica comprende l’insorgenza rapida di eritema, tumefazione e ipertermia della ghiandola mammaria, spesso associati a ulcerazione cutanea e dolore.
Le ghiandole mammarie caudali risultano le più frequentemente colpite.
Edemi degli arti posteriori sono comuni e riconducibili a compromissione del drenaggio linfatico.
È frequente la linfoadenomegalia, inguinale o ascellare, in relazione alla sede della ghiandola interessata.
Sintomi aspecifici come anoressia e astenia possono accompagnare il quadro clinico.
In alcuni soggetti è stata inoltre segnalata la comparsa di coagulazione intravasale disseminata, condizione associata a prognosi sfavorevole; per questo motivo, è raccomandato includere, oltre agli esami ematochimici completi, anche un pannello di valutazione della coagulazione.
Diagnostica citologica e istologica dell’IMC
L’esame citologico mediante agoaspirato con ago sottile rappresenta un utile strumento per la diagnosi differenziale nei confronti di patologie infiammatorie.
Citologicamente, l’IMC è costituito da cellule neoplastiche di medie o grandi dimensioni, frequentemente isolate, con marcato pleomorfismo e atipie nucleari evidenti.
Non è infrequente l’osservazione concomitante di elementi infiammatori, come neutrofili degenerati e macrofagi.
Nel caso in cui la valutazione clinica e citologica non siano dirimenti, la biopsia mediante tecnica tru-cut può essere indicata.
Istologicamente, l’IMC non rientra in un sottotipo istologico specifico, ma nella maggior parte dei casi si tratta di carcinomi scarsamente differenziati o anaplastici, di grado istologico III. ll criterio diagnostico istologico distintivo dell’IMC è rappresentato dalla presenza di emboli neoplastici all’interno dei vasi linfatici dermici, considerata l’hallmark della diagnosi definitiva.
Prognosi e sopravvivenza
Considerato il rapido deterioramento delle condizioni sistemiche, in particolare nelle forme primarie di IMC, l’approccio terapeutico è prevalentemente palliativo, con l’obiettivo principale di alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita.
In tale contesto, l’impiego di analgesici e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) rappresenta il trattamento di prima linea, sebbene la sopravvivenza mediana sia generalmente limitata a circa 30 giorni.
Terapie combinate
In uno studio, l’associazione di toceranib, talidomide e radioterapia ipofrazionata ha determinato un prolungamento significativo della sopravvivenza mediana fino a 180 giorni in soggetti selezionati, rispetto ai 59 giorni osservati nei cani trattati esclusivamente con terapia medica.
Un altro lavoro ha riportato che la combinazione di toceranib, talidomide e piroxicam, con o senza chirurgia, ha incrementato la sopravvivenza mediana a 96 giorni, rispetto ai 35 giorni nei soggetti trattati unicamente con FANS (piroxicam o meloxicam).
In uno studio più recente, la combinazione di toceranib e carprofene è stata valutata in cani con malattia macroscopica: il 60% dei soggetti ha mostrato una stabilizzazione della malattia, con una sopravvivenza mediana di 90 giorni. Inoltre, il 60% dei cani ha ottenuto un beneficio clinico misurabile, grazie a un miglioramento significativo della qualità di vita.
📚 Letture consigliate
Pîrvu MA, Caniatti M, Pieri M, et al. Cytological features of inflammatory mammary carcinoma in dogs. Vet Sci 2024;11(9):389.
Rossi F, Sabattini S, Vascellari M, Marconato L. The impact of toceranib, piroxicam and thalidomide with or without hypofractionated raditaion therapy on clinical outcome in dogs with inflammatory mammary carcinoma. Vet Comp Oncol 2018;16(4):497-504.
Souza CH, Toledo-Piza E, Amorin R, et al. Inflammatory mammary carcinoma in 12 dogs: clinical features, cyclooxygenase-2 expression, and response to piroxicam treatment. Can Vet J 2009;50(5):506-510.
Virgen LDG M, Miguel PDI, Maiques E, et al. Impact of Toceranib phosphate and carprofen on survival and quality of life in dogs with inflammatory mammary carcinoma. Vet Sci 2024; 11(9):430.